Alcuni interni del museo Didattico-artistico G.leopardi

Museo e Mostra permanente

 

L’attuale Museo, ricco di cimeli, ritratti e documenti vari, è meta privilegiata di visitatori, specialmente di scolaresche.

Ora è in fase di avanzata realizzazione un nuovo Museo Leopardiano con Mostra permanente, secondo un progetto elaborato da Fabiana Cacciapuoti, così articolato:

 

La storia del CNSL (1937-2009) – documenti sull’origine dell’istituzione e sulle tappe più importanti della sua storia.

La parola – edizioni, traduzioni, bibliografia, convegni.

Le celebrazioni del 29 giugno  – conferenze commemorative, spettacoli, foto.

L’immagine teatrale di Leopardi – produzioni teatrali, cinematografiche e televisive ispirate a Leopardi e alla sua opera.

L’intervista – interviste a esponenti del mondo della cultura, che, collegate fra loro, formeranno serie unitarie di filmati.

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Guida al Museo
 ( di 
On.Prof. Franco Foschi già presidente del CNSL)

L'opera di Giacomo Leopardi attinge al ricordo dei luoghi, alla memoria dell'infanzia, al "caro immaginar" delle fantasie poetiche. Così Recanati, la sua gente e il paesaggio quotidiano divengono l'ambiente vissuto dal quale l'uomo-poeta attinge suoni, parole, sentimenti, contenuti che poi diventano simboli, che vanno oltre la realtà del tempo e anticipano la coscienza dei secoli a venire.


Nel secolo delle immagini, è inevitabile e necessario che si cerchi di render visibili le tappe della formazione del pensiero e della poesia di Giacomo. È ciò che abbiamo tentato soprattutto negli ultimi anni.
Hanno molto lavorato a questa mostra soprattutto Rolando Garbuglia, Ermanno Carini, Roberto Tanoni e Mariella Nebbioli. Lo hanno fatto con l'entusiasmo di un volontariato quale quello che anima tutta la piccola équipe del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, confortati dalla vigile collaborazione della Contessa Anna Leopardi. Ma accanto all'entusiasmo non mancano l'esperienza, il rigore storico e scientifico, la sensibilità estetica e la conoscenza completa del materiale iconografico antico e delle opere degli artisti che hanno dedicato i loro lavori a Leopardi. Infine, non poche idee nuove sono state tradotte in immagini  da Roberto Tanoni.

Il materiale iconografico relativo alle persone con le quali Leopardi ebbe rapporti, a partire dai familiari, è forse per la prima volta così completo e suggerisce nuove ricerche attraverso i carteggi e gli archivi. I manoscritti riprodotti sono stati selezionati con cura, secondo un itinerario cronologico, che si lega anche alle immagini di interpretazioni artistiche atte a far partecipare l'osservatore con sue proprie riflessioni alla creazione poetica e alla scoperta del pensiero leopardiano.

Più difficile era la scelta delle immagini dei luoghi delle città leopardiane e soprattutto di Recanati. Ancora oggi, chi sale al colle recanatese portando con sé l'idea del "natio borgo selvaggio" resta sorpreso nel trovare una splendida cittadina dalla quale si domina il paesaggio verde della provincia marchigiana. La poesia ormai ha trasformato in luoghi mitici taluni angoli del borgo, che vivono fuori dal tempo, in buona parte immodificati, come la visione dei "monti azzurri" dell'Appennino dal Colle dell'lnfinito, o quella del mare Adriatico.

La finzione fotografica consente di riprodurre molti dei luoghi proprio come erano al tempo di Giacomo. Ma Recanati non è città di fantasmi ed è inevitabilmente in parte cambiata nell'ultimo secolo. Non tanto da essere irriconoscibile al suo più grande figlio. Anche le immagini nuove trovano spazio nella mostra.

Infine è appena necessario mettere in guardia gli osservatori della mostra, come ogni amante del Leopardi, dal rischio di identificare fatti, personaggi e luoghi con i contenuti e le forme del pensiero e della poesia leopardiana. Per un uomo che vive sentendo ed immaginando, dice Giacomo nello Zibaldone, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi: vede con gli occhi una torre, una campagna; ode con gli orecchi un suono di campana; e nello stesso tempo coll'immaginazione vede un'altra torre, un'altra campagna e ode un altro suono.

"In questo secondo genere di oggetti sta tutto il bello e il piacevole delle cose".

In questa capacità di doppia visione, Recanati non è mai solo Recanati. Essa è simbolo e immagine di una poesia di respiro universale. Attraverso la memoria dell'esperienza infantile e l'immaginazione , essa viene trasfigurata nella creazione poetica.


  
 


Relazioni nazionali ed internazionali:  
Referente per le mostre: Roberto Tanoni  
Referente per il sito www.leopardi.it:
Roberto Tanoni ( tanoni.roberto@leopardi.it)