Olio di F. Ferrazzi presso il Palazzo Comunale
Olio di F. Ferrazzi presso il Palazzo Comunale
 

Primogenito del conte Monaldo e della marchesa Adelaide Antici, Giacomo Leopardi nasce a Recanati il 29 giugno 1898. Fin dalla tenera età dimostra le proprie capacità, iniziando a comporre i suoi primi scritti e riuscendo ad imparare autonomamente il greco e l’ebraico grazie ai  volumi contenuti nella biblioteca paterna.

Costretto nei confini della città natale, nel 1819 progetta un tentativo di fuga da Recanati che verrà sventato dall’intervento paterno; solo nel 1822 può allontanarsi da casa con il benestare della famiglia, per recarsi a Roma,

Biblioteca di casa Leopardi
Interno della Biblioteca di Casa Leopardi

dove è ospitato dallo zio Carlo Antici. Invitato a Milano da Antonio Fortunato Stella nel 1825, Giacomo si trattiene dapprima alcuni giorni a Bologna dove trova un ambiente culturale dinamico e stimolante. È questo un periodo particolarmente proficuo per le attività di scrittura e di edizione, come testimoniano le molte opere che vengono pubblicate tra Milano e Bologna.

Dopo un breve soggiorno recanatese, nel 1827 riparte per Bologna, per spostarsi poi a Firenze e Pisa, dove torna a dedicarsi alla poesia col cuore d’una volta, come si legge in una lettera inviata alla sorella Paolina.

Casa Leopardi e chiesa di Santa Maria di Montemorello
Palazzo Leopardi e chiesa di Santa Maria di Montemorello

Rientrato a Recanati dopo la sospensione dell’assegno mensile erogato dall’editore Stella e convinto di dovervisi trattenere definitivamente, nel 1830 lascia per sempre la città natale e raggiunge dapprima Firenze, per spostarsi poi a Roma e infine a Napoli alla ricerca di una situazione che potesse alleviare i suoi problemi di salute.

Vivendo anche del pur modesto assegno mensile erogato dal padre, a Napoli alternerà la propria sistemazione tra l’area suburbana di Capodimonte e Villa Ferrigni, abitazione di campagna del cognato di Antonio Ranieri, sulle pendici del Vesuvio, presso Torre del Greco.

In seguito ad un improvviso riacutizzarsi della malattia, Giacomo Leopardi si spegne il 14 giugno 1837 per effetto dell’idropisia. Il corpo, sottratto alla fossa comune cui era destinato a causa dell’epidemia di colera in corso, verrà seppellito dapprima nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, e poi sarà spostato, in occasione del primo centenario dalla morte del poeta, accanto alla tomba di Virgilio nel parco di Piedigrotta.

Per maggiori informazioni, leopardi.it