Edizione diplomatica digitale di autografi leopardiani
Pubblicato il 8 Ottobre 2021

È stata pubblicata nella Digital Library dell’Università di Cambridge l’edizione diplomatica digitale dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi conservati presso la University Library del prestigioso ateneo britannico. Condotto in collaborazione con il CDH – Cambridge Digital Humanisties, centro accademico di ricerca sulle Digital Humanities, e sotto la guida del dottor Huw Jones, responsabile della Digital Library, il lavoro è frutto dell’attività di Gioele Marozzi, dottorando Unimc in Studi Linguistici, Filologici e Letterari, curriculum Memorie e Digital Humanities, che in accordo con la tutor Prof.ssa Laura Melosi ha speso il proprio soggiorno di ricerca internazionale lavorando con il gruppo del CDH.

Raccolti in un codice con legatura in marocchino e decorazioni in oro, i 41 manoscritti vennero acquistati dal celebre collezionista anglosassone Charles Fairfax Murray, e nel 1917 vennero ceduti, per volontà del legittimo proprietario, alla Biblioteca dell’Università di Cambridge. Si tratta di 36 lettere autografe di Giacomo Leopardi a vari corrispondenti, di due piccoli saggi di traduzione dalle lingue classiche, parimenti autografi, e di altre tre lettere, rispettivamente di Monaldo (1) e Paolina (2) Leopardi.

Tutti i documenti sono liberamente accessibili online collegandosi al seguente link e sono preceduti da una descrizione complessiva del codice che li conserva. Ciascun autografo è corredato da una riproduzione digitale ad alta risoluzione, compliant al framework di IIIF e corredato da un set di metadati atto a fornire informazioni a proposito dell’autore, della data di creazione del documento e dell’eventuale destinatario (in caso di lettere). L’edizione diplomatica è consultabile scegliendo la voce “Transcription (diplomatic)” nel menu “View more options” e il tracciato di metadati che ne è alla base, elaborato secondo lo schema XML-TEI, è scaricabile liberamente attraverso il sito. Allo stesso modo, è possibile effettuare gratuitamente il download delle immagini, per le quali si può estrarre anche il solo manifest, da trasportare e utilizzare in un qualunque database compatibile con il protocollo di visualizzazione di IIIF.